SPOILER ALERT: La mia teoria dopo aver visto I Crimini di Grindelwald

MEGA SPOILER PER CHI ANCORA NON HA VISTO IL FILM

Appena terminata la visione del film che, nonostante i punti a sfavore della pellicola, mi ha fatto subito viaggiare con la mente nel mondo delle teorie più disparate tra cui però regna questa di cui vi voglio parlare e che, logicamente, non è venuta in mente solo a me, anzi, sembra pure parecchio telefonata.

Facciamo un passo indietro.
Allora, la prima cosa che ho pensato a fine film è stata la totale mancanza di collegamenti con Tom Riddle/Voldemort se non per il personaggio, quasi stranamente insignificante per la trama del film, di Nagini, il Maledictus che abbiamo conosciuto come Horcrux di Lord Voldemort nei film della saga di Harry Potter.
Qui la vediamo in versione umana pr quasi tutta la durata del film.

Forse sto scoprendo l’acqua calda, ma la prima cosa che ho pensato è che Tom Riddle sia il figlio di…

Credence e Nagini.
Onestamente mi sembra quasi banale anche pensarlo ma, tralasciando probabilmente alcuni eventuali incongruenze che lascio ai fan hardcore del franchise e che fin troppo spesso non interessano poi così tanto alla produzione, sembra che la strada porti dritto a questa teoria.

La somiglianza di Ezra Miller con Christian Coulson, l’attore che ha interpretato Tom Riddle ne La Camera dei Segreti è fin troppo evidente, coincidenza? Certo che potrebbe esserlo ma se invece la Rowling avesse studiato tutto fin dall’inizio? Sarebbe un bel colpo di scena e le connessioni sono molto interessanti.

Silente che fa visita ad un giovane Tom convincendolo ad entrare ad Hogwarts.
Forse lo ha sempre tenuto d’occhio sapendo che era il figlio del fratello Aurelius e ha cercato di aiutarlo per non seguire la strada del padre al fianco di Grindelwald?

L’aspetto deformato di Voldemort e la sua enorme connessione con i serpenti è forse dovuta a quella parte del DNA ereditato della madre Nagini?
Madre che ha voluto tenere di fianco a se e che ha utilizzato come horcrux per la sua resurrezione?

Guardate questo concept e ditemi se non sembra tornare tutto al suo posto.

Inoltre, ammetto che l’alone sinistro che accompagna sempre Credence e la sua controparte Obscuriale mi ha sempre ricordato eccessivamente Voldemort è l’atmosfera che lo accompagnava, già dal primo film.
Aggiungerei che, come per Star Wars, credo valga anche per il Wizarding World, ovvero: “non ci può essere film del mondo magico senza Voldemort” ma anche qui mi posso sbagliare.

Ripeto, non ho voluto scavare e ricercare nel dettaglio ogni connessione o scredito di questa teoria, ma mettendo sul tavolo ogni possibile senso e logica di un eventuale rivelazione simile mi da l’idea che possa tornare tutto.

Tra l’altro ancora prima dell’uscita del primo Animali Fantastici questa teoria era già venuta fuori ma poi dimenticata per gli eventi visti nel film, eventi che però, nel secondo capitolo con le nuove rivelazioni hanno riacceso invece la fiamma delle fan theory.

La Rece di Animali Fantastici: i crimini di Grindelwald

ANIMALI FANTASTICI: I CRIMINI DI GRINDELWALD.
Avevo scritto una recensione che mi piaceva, ma poi, il #morborani ha colpito ancora con un bug della minchia chiudendo l’applicazione Gestore delle Pagine di Facebook, per cui rieccomi sfoderare il mio blog.
Detto questo ho i maroni che sfrigolano comunque come un bel soffrittone in padella, e considerando che allo stato attuale delle cose ho una fame assurda lo sfrigolamento va oltre il limite tollerabile, per cui, o sassavo lo smartphone contro il muro oppure aprivo il portatile e andavo a briglia sciolta con la mia sempre PERSONALISSIMA disamina del 10º film dell’universo potteriano battezzato Wizarding World… Deciso, briglia sciolta.

Allora, Grindelwald (da ora lo chiamo così) è lento lento lento con esperimenti, sopratutto nella prima parte, di regia.
Inquadrature, primi piani, controcampi e camera a mano totalmente inspiegabili se non presi come una grande voglia di sperimentare un nuovo modo di raccontare. Non è fastidioso, ma potrebbero essere presi come errori, assurdo anche solo pensarlo in una produzione simile secondo me ma la sensazione del “ma che cazzo sta facendo Yates” è fortissima.
Poi, per quello che riguarda la lentezza e la quasi assoluta mancanza di ritmo non so veramente cosa dire e pensare… Non ci capisco più un cazzo…
Prima The Last Jedi, poi Infinity War, poi The Fallen Kingdom mirano a ristabilire le regole di tre importantissimi franchise con l’inserimento massivo di ritmo, battute e stravolgimenti importanti come a volerci spiegare che adesso, i film vanno raccontati così, velocemente, tenendo l’attenzione sempre molto alta a discapito del cuore e del contenuto e invece, Grindelwald fa l’esatto opposto, portandomi alla mente più un film come SOLO, dove le citazioni e gli “omaggi” al fu Harry Potter si perdono in ogni scena fino ad arrivare al plot twist finale che però, porca di quella puttana boia, non mi ha detto gran che, ed è una cosa che odio con tutte le mie forze… È colpa mia questa è, non del film, sono abituato a ricevere quella scarica di brividi da gas totale che qui non è arrivata, non come Darth Maul nel finale di SOLO che invece, sbabbbaaaam!
Parliamo adesso della “magia”, componente fondamentale per questo franchise che in questo film è la protagonista assoluta senza mai limitarsi, a tal punto da risultare fin troppo presente, perdendo quella “magia”, scusate il gioco di parole, che invece nei precedenti step era ben presente. Abusarne secondo me è un errore, la si normalizza eccessivamente e, anche se lo spettatore sa che in quel mondo è più che lecito, ha pur bisogno di dimenticarselo per poter poi dire “wow” ad ogni sbacchettata al vento. Qui è uno tsunami di “guardate se spacchiamo con la magia” in continuazione, e ci si abitua subito arrivando al finale pensando purtroppo “speravo in qualcosa di più”.
La storia di per se si regge abbastanza bene ma, forse sempre per colpa mia, lo sceneggiatore fantasma seduto dentro di me, ha passato tutto il tempo a sussurrarmi frasi tipo, “si si lo so ho un po’ forzato la mano” oppure “no infatti in quel passaggio avrei fatto diverso ma le idee stavano a zero” e cosi, scena dopo scena sono arrivato alla fine del film senza avere indietro quel gas che spettava di diritto al salamandrone qui presente.
Pensate che l’unico momento “Potter” è stato nel sentire quelle meravigliose 5 note che accompagnano il logo Warner Bros ad inizio film… John Williams li in mezzo è, e sarà sempre l’unico vero mago santodddio! (si si lo so che le musiche sono di Howard ma il tema di Potter, è no, quella è una altra magia di Williams sapetelo) Ci provano a trasportarmi in quel mondo senza dubbio, più e più volte ma, nulla di fatto. Quell’emozione che risiede in quel mistone magico chiamato “Saga cinematografica di Harry Potter” non mi arriva più, e lo dico con enorme tristezza. Anzi, per essere onesto ammetto che quel “Potter Factor” si stava già perdendo con gli ultimi tre film della saga, con l’avvento della drammaticità e dell’età adulta del maghetto inglese, quella stessa drammaticità che qui in Grindelwald domina per tutta la durata del film, tranne alcune battute molto divertenti e ben scritte.
Sugli attori non c’è molto da dire, Silente e Grindelwald (interessante notare come i cattivi di questa generazione vengano descritti in maniera molto ambigua facendo sentire lo spettatore in difficoltà sulla posizione da prendere, Walter White prima e Thanos poi sono due esempi di come negli ultimi anni si raccontano “i veri cattivi”). Dicevo, Silente e Grindelwald sono un ottimo motivo per andare al cinema e il cast originale svolge degnamente il suo lavoro anche se, pure qui, ho percepito un po’ di disgregazione tra storia e motivazioni personali da parte dei personaggi, gli stessi Newt e Tina mi sono sembrati troppo poco “coinvolti” non so spiegarvi perché ma, porca puttana, ogni volta che faccio il paragone con i Potter, Animali Fantastici perde sempre ai rigori, e questo per come sono io è sempre un valido motivo per gridare a denti chiusi “cazzo che peccato santodddio!”.
Plauso per Jacob e Queenie che portano i loro personaggi ad un livello decisamente superiore e plauso per gli effetti speciali e per le creature che però, qui, sembra facciano presenza solo per dar senso al titolo del franchise, anche se, si rivelano poi fondamentali per gli eventi di questo e del prossimo episodio… Capite? Come faccio a sostenere questa cosa? Com’è possibile che gli Animali Fantastici siano stati messi lì forzatamente nonostante il loro ruolo fondamentale nel film? Oh, posso essere io a sbacchettare è, ma sta sensazione che in tutto il film ci sia qualcosa che non funziona funzionando è sempre presente.
Bona, ho finito, ma non senza dirvi che, finito il film e dopo aver buttato via quello che per voi non va, capirete due cose:
1 – comincerete a strolgarvi su teorie e teorie e teorie su chi, quando e perché
2 – andrete nel primo negozio di animali chiedendo di acquistare o adottare un Formichiere Spinoso per poi chiamarlo Snaso

 

Ecco i 20 giochi presenti nella PlayStation Classic “Mini”

  1. Battle Arena Toshinden
  2. Cool Boarders 2
  3. Destruction Derby
  4. Final Fantasy VII
  5. Grand Theft Auto
  6. Intelligent Qube
  7. Jumping Flash!
  8. Metal Gear Solid
  9. Mr. Driller
  10. Oddworld: Abe’s Oddysee
  11. Rayman
  12. Resident Evil Director’s Cut
  13. Revelations: Persona
  14. Ridge Racer Type 4
  15. Super Puzzle Fighter II Turbo
  16. Syphon Filter
  17. Tekken 3
  18. Tom Clancy’s Rainbow Six
  19. Twisted Metal
  20. Wild Arms

La PlayStation Classic sarà disponibile dal 3 dicembre al prezzo consigliato di € 99,00.
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Star Wars Battlefront II e la mia ricrescita videoludica

E dopo la mia reaction notturna a Battlefront II, arrivata con giusto giusto 11 mesi di ritardo, ecco un paio di mie considerazioni, tenuto conto del fatto che non sono un esperto di video giochi e ne tantomeno un manico a giocarli, anzi…
L’unica critica che ho sentito da tutti è quella di avere una campagna troppo corta, a seconda del gioco mi dicono dalle 6 alle 8 ore giusto?
Per me, però, un niubbo ansioso ed insicuro che non ha mai voluto accettare ed imparare ad usare quelle due cazzo di complicatissime levette analogiche (per cui, quando vi dico che dopo la PS1 ho mollato i video game non scherzo) la sua lunghezza in realtà è un pregio e il perché è molto semplice. Immaginate di viaggiare nel tempo e passare dall’esperienza di gioco del primo Tomb Raider del 1996 a quella di Battlefront II, in tutto questo aggiungete il mio amore viscerale per Star Wars, il cinema e le esperienze in prima persona e immaginatevi il mio enorme entusiasmo nel vedere e vivere Star Wars a quel modo.

Cioè, la parte di dog fight tra i rottami della Death Star distrutta dopo la battaglia di Endor pilotando un Tie Fighter e sparando a gli X-Wing e Y-Wing ribelli mi ha gasato a dismisura, non esagero quando dico che la percezione dell’esperienza era effettivamente superiore, molto superiore, a quella del guardarsi un film. Bellissimo veramente.
Detto questo, dal profondo del mio “essere rimasto indietro” ecco il consiglio che voglio dare a tutti e che credo faccia parte di quel ricordarsi di non crescere mai (per questo genere di cose sia chiaro) e tentare, ad ogni videogioco uscito, ad ogni film uscito e via dicendo, di dimenticare la propria crescita del gusto e della propria esigenza personale e godersi il prodotto come se fosse sempre la prima volta.
Ecco, credo stia proprio lì la risposta a chi, continuamente, mi chiede: come diavolo può piacerti praticamente tutto?

Ricordate, siete nel 96 mentre giocate a Tomb Raider sulla PS1, poi improvvisamente siete nel 2018 e vi trovate davanti Battlefront II sulla PS4… Ecco questo è quello che mi sento.

La mia ricrescita videoludica però non riguarda ancora i multiplayer online, ecco, per quello mi ci vorrà ancora tempo.
Dopo un primo approccio serio e meraviglioso con No Man’s Sky, interrotto per il momento, credo tenterò la strada Read Dead Redemption II… È un paio di giorni che ho la bacheca intasata di meraviglie e 10/10… SANTODDDIO!

Passport 31 ed è subito Dovizioso.

Ogni dieci anni, un uomo, o una donna, deve rinnovare il passaporto.
In realtà va proprio rifatto, ma avere già il “vecchio” o quello ancora in uso (ma vicino alla scadenza) aiuta molto.
Cioè, credo aiuti perché ci si evita sicuramente il passaggio “denuncia di smarrimento” dai carabinieri.
Vuttana se divago sempre! Chiamatemi Dottor Divago va là!

Comunque, questa mattina, per necessità d’urgenza, mi reco in questura con tutto il necessaire per il rinnovo del passaporto.

Vocina concreta – Sei sicuro di avere tutto salamandrone? Tutto tutto?
Me medesimo – Si si….credo. Dai, al massimo “chiedo quando arrivo allo sportello…”

CHIEDO QUANDO ARRIVO ALLO SPORTELLO…
(leggete questa frase in slow motion).

Allora, arrivo poco dopo l’apertura degli uffici, sono le 9:30 e c’è già il mondo intero in attesa, e quando dico “il mondo intero” intendo letteralmente, IL MONDO INTERO.
Una folla di persone e famiglie di tutte le etnie possibili, tutti al loro posto, tutti ordinati, nessuno che si lamenta.
Perfetto, amo questo tipo di convivenza ed educazione, mi rasserena e mi fa sperare in un futuro roseo e pieno di speranze.

Speranze che però, crollano miseramente, quando noto il numerino sul mio tagliandino eliminacode:
(E adesso con tutto il pathos possibile vi lascio alla battuta sotto.)

Ho il 31 e sul display dedicato è appena scattato il  2.

Vuttana…
Dopo un sussulto esofageo simile ad un rutto in falsetto, respiro, medito e TAAAC! Sfodero la mia macchina del tempo personale, l’arma segreta che molti detestano ma che tutti usano come se non ci fosse un domani:
il TELEFONINO!!!
(se scrivevo smartphone faceva troppo poco salamandrone scusate).
E così, insieme al tempo, anche i numeri passano e un social diving può accompagnare Solo (e la S è maiuscola apposta) … 3, 4, 5, un like di qua, 6, 7, 8, una faccina di là, 14, 15, 16, una GIF sympa, 25, 26, 27, eeeeEEEE SBABBAAAAM… Eccolo qua!
Puntuale come le emorroidi dopo un panino finocchiona e nutella, arriva il dubbio.
Quel dubbio terrificante che si insinua nella mente come una lumaca centauriana, procurandoti sudorazione, pensieri/bestemmia e fiato corto e che da li a poco si trasformano in catastrofica certezza:

HO DIMENTICATO IL BOLLO DA SBORANTASETTANTAMILEEURI !!!
E IL BOLLETTINO POSTALE DA QUARANTACAZZOBOIAEURI !!!

Qualche decinaia di millesimi di silenzio catartico, sfogato poi con un pubblico, straziante e, sottovoce SANTODDDIO! Ma poi… Calma! Relax! Salamandro, RE LAX! Respira e pianifica un piano B, sai che ti piacciono i piani ben riusciti no? Dai gasati e tira fuori il McGyver che è in te.
Ok, ci sono, osservo il mio numero, è sempre il 31.
Osservo il display, è ancora fermo sul 27.
Ottimo, hanno bisogno di tempo come ne ho bisogno io, mi dico, ma poi…
Niente, non riesco a mantenere il controllo e travolto dal panico da canocchia maledetta (errore della minchia) e dalle incertezze adolescenziali di un quarantenne, evoco l’aiuto da casa, magari i due salassi si possono effettuare anche allo sportello della questura e tutte ste pugnette mentali sono gratuite, dai cazzo!

Driiin… Driiin… Driiin… Ed ecco che risponde, ascoltando poi il tutto…

Il Mr. Wolf di turno, mi conferma, purtroppo, la non fattibilità dei due pagamenti allo sportello della questura e mi congeda con un “hasta la vista baby!”
Nel mentre, sono già in cammino alla ricerca di una tabaccheria, so che è li in zona, ne sono certo, dannazione! Ma non riesco a ricordare dove… SANTODDDIO, dove cazzo sei?
Oblio e solitudine… Arrivo nella zona morta, niente e nessuno, solo morte e disperazione, e mentre realizzo che la Tabaccheria di cui sopra era vicinissima all’entrata della questura, ovvero, esattamente dalla parte opposta di dove ero finito io, ovvero, ai confini della realtà, un guizzo di adrelina e Piero PelùAAA mi colgonoooAAA rinvigorendomi e STOP, mi giro in direzione Tabaccheria che Robocop levati proprio, e lo faccio così di scatto che devo aspettare i piedi a sedere.

Corri ragazzo laggiuAAA, TANNANA!  Senza guardarmi indietro e nemmeno davanti distruggo auto della polizia, muri, cabine del telefono, paninoteche e vasche da bagno abbandonate ma finalmente ecco laTabaccheria.

Entro e, facile, troppo facile. Pago l’economicissima marca da bollo, dove marca sta probabilmente per Armani e tento il colpaccio! La botta di culo epocale e chiedo, con una dose di speranza che nemmeno la Principessa Leila  ha mai nemmeno concepito:

PER CASO FATE ANCHE I PAGAMENTI CON BOLLETTINO POSTALE?
(In un Bar? Di grazie che è pure un tabacchi, fatto imbecille salamandrone, FATTO IMBECILLE!)
La risposta comunque vi stupirà ed è:
NO.
Ma l’aiuto che la cassiera mi da è preziosissimo:
PER FARE IL BOLLETTINO POSTALE….(suspance…)
DEVI ANDARE IN POSTA…
Lo spoiler più telefonato della storia che non volevo sentire
Andare in posta non era un opzione valutabile.

La posta no… La posta no… La poSTAAAA NOOOOOOO!!!

E invece nulla, devo, non ho scelta… Prima o poi all’inferno ci si ritorna sempre.
Controllo l’orologio, corro al furgone, chiedo a Toretto di spostarsi perché se guida lui arriviamo ieri, mi metto alla guida, attivo il flusso canalizzatore e via, in direzione posta centrale.

Ma poi… la svolta… Dovizioso che attraversa la strada… Ecco… Figata… Che storia… Bona.

Procedo… La posta è vicinissima in effetti ma temo ci sia il pubblico di Wembley che ha assistito al concerto dei Queen nel 1986 in attesa della pensione, e invece no, due persone davanti.

DUE PERSONE DAVANTI. IN POSTA. NELLA SEDE CENTRALE.
(leggete questa frase in slow motion).

Stupito ma perplesso, mi avvicino per chiedere il bollettino precompilato, il terrore da un eventuale ringhiata è altissimo ma… No,
GENTILISSIMA e DISPONIBILISSIMA.
Oggi è il giorno diDDDio, santoDDDio!
Dai dai dai!!! Compilo il tutto e mi metto in fila quando dietro di me, per la prima volta nella mia vita, (giuro) una voce si innalza …
WE WILL WE WILL ROCK YOU! e mi si avvicina Frank Oz che mi chiede, con voce rauca e un pò sibillina:

Passare o non Passare, non c’è chiedere, ma io chiedo… Giovane Padawan lasciare il posto a un vecchio tu puoi?

Rispondo con gentilezza e un sorriso confortante:
(e per sorriso confortante intendo come quello di Jack Torrance)

NOOOO! Mio piccolo verdastro amico! Devo ancora fare la rotta di Kessel e mi rimangono due cazzo di parsec SANTODDDIO!

Mi giro serenamente e procedo con la pratica di pagamento…
Veloce, spedita e perfetta, paradiso!
Finisco, saluto e via, di nuovo sul mio cavallo d’acciaio blu tempesta.
Dopo qualche minuto di viaggio mentalmente lunghissimo, vedo di nuovo la questura, lei è sempre li e ora ho solo un unica speranza:
che il numerino in attesa non sia già il 32…
Nessuno può mettere il numero 31 in un angolo! Nessuno!

Da qui in poi, l’epilogo è da leggere tutto il slow mo.
Drifto senza futuro in un quarto di miglio alla volta,
parcheggio illegalmente fuori dalle strisce,
esco dal finestrino con un balzo, con tutto il tuttibile ben saldo tra le mie mani,
ho solo un obiettivo in testa, raggiungere la porta con l’insegna QUESTURA.
Corro alla velocità plaid, grido destra a Steve Rogers e sinistra a Steve “tatatatatatata” Austin, apro la porta, butto un occhio al numero nel display e…

Aladdin, ecco il primo teaser trailer

Aladdin teaser trailer

E anche il teaser di Aladdin ce lo siamo portati a casa.Atmosfera perfetta e immagini da paura… Non vedo veramente l'ora. Aladdin è sempre stato uno dei miei Disney preferiti.#Aladdin #teaser

Pubblicato da Vuttana Roby Rani su Giovedì 11 ottobre 2018

 

Appena sfornato il primo teaser trailer di Aladdin, altro adattamento di un classico animato, targato Disney uscito nel 1992.
Non vediamo letteralmente l’ora di vedere Will Smith nei panni del Genio della Lampada, tanta curiosità dovuta probabilmente ad un cast perfetto per il personaggio che, 26 anni fa, fu doppiato dal grandissimo Robin Williams.
In Italia invece, fu Gigi Proietti  a dare la voce al genio, o fece un ottimo lavoro rendendo il Genio molto “italiano”.
Il film è diretto da Guy Ritchie… Non potete capire, anche qui, l’immensa curiosità nel vedere quanto si vedrà la sua mano in un film che, potenzialmente, è agli antipodi di quello a cui ci ha abituato, speriamo solo non si sia imbolsito come invece è successo a Tim Burton con i due Alice.

Cast molto giovane e poco conosciuto dove Smith fa da mattatore.
Mena Massoud – Aladdin
Naomi Scott – Jasmine
Marwan Kenzari – Jafar

Il film uscirà il 24 maggio del 2019 negli USA mentre da noi potrebbe uscire qualche giorno prima ma comunque non a Natale! Speriamo!

VENOM, la rece.

Allora, finalmente ho visto Venom, l’ho fatto dopo una settimana dall’uscita nelle sale italiane e, sopratutto, l’ho fatto dopo una settimana di recensioni e di commenti di chi lo aveva già visto.
Come sempre accade ormai, il pubblico e la critica si sono spaccati in due, ancora una volta ed in maniera abbastanza decisa, da un lato, “orribile” e “inguardabile” dall’altro, “sai che alla fine mi aspettavo peggio” o “mi sono anche divertito”, detto questo però, un paio di cose sono emerse chiaramente da entrambe le fazioni:

  • non è un capolavoro.
  • il doppiaggio italiano è terrificante, o quanto meno, fastidioso.

Direi che su questo nessuno può ribattere, sono due certezze granitiche a quanto ho letto ed io, mi accodo.
Per cui, cominciamo a parlare del film e di quella sensazione inaspettata arrivata alla fine della visione.
La voglia di rivederlo all’istante e il desiderio incontrollato di comprarne il Blu-Ray al day one, magari con una statuetta incazzatissima del simbionte.

Venom, è un cinecomic di una prevedibilità disarmante, privo di ogni tipo di novità, sia narrativa, sia registica. Nella prima parte poi, battute comprese, è incredibilmente evidente, tanto da sembrare una hit reggaeton.
Questa sensazione è stata talmente forte da farmelo apprezzare proprio per quello e la soddisfazione ha vinto sulla delusione.
Avete presente quando cantate Amore e Capoeira a squarciagola, ma lo fate in auto da soli, così nessuno vi sente? Ecco , in pratica Venom, potrebbe essere la Giusy Ferreri dei cinecomic, e l’incasso record al day one sembra confermarlo.

Analizzandolo come “prodotto” invece, e non come film in se, sembra che Sony abbia studiato il progetto evitando ogni singolo rischio possibile, costruendo con un accuratezza maniacale un film per un target ben definito: il pubblico popolare, la massa generalista, quel pubblico che porta un film ad un incasso pazzesco. CACHACA E LUNA PIENA!!!
la Sony, con Venom, ha preso fiato, si è rilassata ed è ripartita da zero, sfornando un prodotto codardissimo ma consapevole di esserlo, conosce perfettamente il compito che deve svolgere e ci riesce senza alcuna difficoltà.

Attenzione però, perché per i Fan di Spidey, c’è poco da gioire, è un bel groppone da mandare giù e fatico a dargli torto.
Dobbiamo metterci nell’idea che, tranne qualche eccezione, è sempre molto difficile accontentarci, abbiamo una serie infinita di esigenze egoistiche e personali che trovano radici in albi usciti oltre 20 anni fa e che riteniamo basilari per la riuscita di una trasposizione delicata e impossibile come questa…
Purtroppo non è andata così ed è durissima da mandare giù, per cui, lasciate ogni speranza o voi che entrate, qui Spider-Man non c’entra un cazzo. Ci speravo comunque in qualche sorpresa, ma oltre al cameo di Stan Lee, nulla da segnalare… Per il momento.
Detto questo, c’è anche un lato positivo, Venom non è anni luce dalla controparte cartacea, sopratutto a livello estetico e forse anche caratteriale, contentino ma non abbastanza, perché la quasi totale assenza… Anzi dai, la totale assenza di sangue e violenza brutale è totalmente imperdonabile…
Per noi fan, è sempre meglio specificarlo.
Ricordate la formula magica: meno sangue, meno violenza, più pubblico e più soldi.

Gli attori…
Tom Hardy in un ruolo diverso dai suoi soliti, novità massacrata dal doppiaggio italiano piattissimo, da vedere tassativo in VO, e se lo dico io, immaginatevi…
Michelle Williams… non saprei, poco espressiva e “distante”. E’ un attrice talentuosa ma sembra si senta fuori posto, aveva un che da “anziana”.
Riz Ahmed senza infamia e senza lode, cattivo standard per un film standard.

Dulcis in fundo, le due scene post credit.
La prima, che ci prepara al sequel, come da compitino perfettamente svolto, con tanto di attorone che interpreterà un personaggione amatissimo nel mondo Venom e che vi strapperà un “cazzo dovrò vedermi anche il sequel”.
La seconda. altro non è, che una scena del film in animazione Spider-Man: Un Nuovo Universo in uscita questo Natale, che vi farà capire perché la regia di Venom non è minimamente paragonabile a quella di questa corta, incredibile e pazzesca clip… Talmente incredibile, intensa e divertente che credo possa minare l’incontrastata supremazia della Pixar alla prossima notte degli Oscar.

Per cui, per me, Venom è promosso con la sufficenza, diciamo un 6++.
La prima scena dopo i titoli di coda vale un bel 7+.
La clip finale in animazione si merita un bel 10 pieno.

Un ultimo voto per il reparto sonoro che ho  trovato veramente da paura! 8+.